l'uovo di colombo....

stamattima mi sono arenata, il mio lavorio mentale si era spento, schiantato sul problema: cosa è un santuario? e mi è venuta un'illuminazione (divina?)....ho agguantato l'elenco telefonico e dopo aver ripassato tutto un intero paese, ho ritrovato il numero di un vecchio prete, coltissimo e con le mani in pasta un pò dovunque, l'ho chiamato ed ho preannunciato una mia calata da lui nelle ore pomeridiana.
e l'idea è risultata vincente.
sono tornata con un foglietto fitto fitto di numeri telefonici di esperti del settore, anche loro operai di Dio, che mi aspettano per darmi una vigorosa mano nella ricerca che sto iniziando.
evviva!!!! e stasera festeggio l'evento con la mia amica Stè, ed una solenne bevuta.....
E' ora di metter penna ad una parte della ricerca….
Ho in programma due convegni che per tipologia argomentativa si integrano fra di loro:
settembre – preparare un elaborato riguardante il rapporto fra la religiosità popolare delle nostre valli e gli emigrati, con particolare attenzione agli ex voto che sono arrivati da terre straniere per ringraziare il santo patrono della terra natia di grazie ricevute…..
ottobre – ex voto nella valle, con particolare attenzione agli ex voto conservati presso il santuario di San Donato Vescovo e Martire, protettore dell’epilessia, “l’ mal’ di san’d’rniat”
La mia idea sarebbe quella di iniziare con una ricognizione dei luoghi di culto dei paesi della Valle, suddividendoli fra
Santuari
![SAN_ROCCO[1]](http://files.splinder.com/0e207aa8148648517bc292ef5ebd0405.jpeg)
Chiese
Cappelle private
Edicole
E luoghi di culto extraecclesiastici.
Non male come programmino….
La prima discussione l’ho avuta iersera con un esperto di demologia a proposito linea di demarcazione fra “Santuario” e Chiesa”
Stante la definizione ufficiale di Santuario ne dovremmo considerare solo uno: Santuario della Madonna di Canneto,nel territorio di Settefrati, sorto sui resti di un tempio pagano dedicato ad una dea osca, la dea Mefiti; la prima protettrice e guardiana delle acque di Canneto, sostituita dall’iconografia cristiana con l’apparizione della madonna ad una pastorella, in cerca d’acqua.
Allargando la definizione di santuario e concedendo l’appellativo a “ luogo di culto fuori le mura, deputato alla concessione di grazie” dovremmo far rientrare
Infine volendo considerare solo la valenza miracolistica, rientra Chiesa di San Donato, in San Donato Val di Comino, già peraltro appellata Santuario, protettore dell’epilessia.
Ecco il primo problema da risolvere.
Successivamente bisognerà catalogare le chiese, paese per paese, per poter procedere alla catalogazione di quelle che hanno in dotazione gli ex-voto.
Senza dimenticare che nel luogo di culto extraecclesiastico sorto in territorio di Gallinaro,
E per finire, le edicole religiose, sorte, talvolta, a ringraziamento di un miracolo......
L’intento della ricerca….
Le tradizioni popolari e la cultura tramandata nel tempo.
La ricerca avrà come scopo principale la raccolta e lo studio delle tradizioni arcaiche provenienti dal volgo, tramandate per lo più oralmente, e riguardanti usi, costumi e leggende riferite alla popolazione della Valle di Comino.
In definitiva si raccoglieranno tutte quelle espressioni culturali comunemente denominate tradizioni popolari.
Si abbracceranno i temi del ciclo della vita umana, delle feste e delle sagre e usanze scandite dal calendario, delle dimore rurali, della vita agricola e pastorale, della letteratura, del canto, della danza e musica, della magia, della superstizione e credenze popolari, della religiosità e dell’arte.
Si cercherà di mettere ordine in quell’attività spirituale delle collettività che crea, conserva, tramanda e rinnova la vita sociale e culturale, che hanno dimostrato di essere utili e congeniali alle collettività stesse.
Quella forza spirituale ha cui si deve un patrimonio inestimabile di valori pratici, etici ed estetici.
Si indagherà sul come un costume, una credenza, un canto, un proverbio, dopo essere stati accolti e fatti propri da un numero più o meno grande di individui, si conservino nel tempo, seppur subendo delle modifiche inevitabili lungo il corso degli anni.
Si scandaglierà il motivo psicologico di semplicità e primitività che ha agevolato l’assimilazione di questa cultura da parte delle classi popolari.
E per fare tutto ciò avrò bisogno di catalogare (ahinoi) tutto il materiale cartaceo esistente e gelosamente archiviato presso

Per chiudere, un passo del Pitrè: “ fiabe e favole, racconti e leggende, proverbi e motti, canti e melodie, enigmi e indovinelli, spettacoli e feste, usi e costumi, riti e cerimonie, pratiche, credenze, superstizioni, ubbie, e lutti…. un mondo palese ed occulto di realtà e immaginazione, si muove e si agita, sorride, geme, a chi sa accostarvisi e comprenderlo”.
Ora che si è fatta una sorta di indicazione storico-geografica, bisogna circoscrivere con esattezza il territorio a cui ci si riferisce…..
Gallinaro.
Attorno a sè in circolo
Alvito,
San Donato Val di Comino,
Settefrati,
Picinisco,
San Biagio Saracinisco,
Atina,
Casalattico,
Casalvieri ,
Vicalvi….fra San Biagio ed Atina, nella parte pianeggiante troviamo
Villa Latina…..
Quindi questo sarà il territorio all’interno del quale si tenterà il recupero della memoria demologica, con un lavoro che sarà di risistemazione di tutti gli scritti che miei conterranei hanno, ieri e oggi, prodotto grazie all’ausilio del loro e altrui ricordo, nonché attraverso il recupero di scritti sparsi.

Perché Terra di lavoro?
Perché chi vi scrive lo fa da un territorio che sino al 1927 era inteso come tale.
O meglio, ne faceva parte, Alta Terra di lavoro veniva chiamata la mia terra.
Un pezzo di Lazio e di Campania che fuse venivano indicate con l’appellativo di Liburia

Ma prima ancora, Campania Felix era il nome che la identificava, dove felix stava per l’opulenza e la produttività della ragione.
Tanto per comodità di comprensione, vale la pena di dire che
Circondario di Caserta – Circondario di Nola – Circondario di Gaeta – Circondario di Piedimonte e il Circondario di Sora.
I circondari erano a loro volta divisi in mandamenti
Quello di Sora era diviso in nove:
Sora – Arpino - Arce – Roccasecca - San Germano – Cervaro - Pontecorvo…..
Atina
ed Alvito

Ed è proprio al territorio dei mandamenti di Alvito e Atina che sono rivolte le ricerche di questo neonato blog.
Nel 1927 la neonata provincia di Frosinone si accaparrò, per esistere, fra gli altri, anche del circondario di Sora, e con esso dei mandamenti di Alvito e Atina.
Questo intende essere solo un sunto storico geografico, che verrà ripreso a tempo debito.
Il simbolo con cui storicamente veniva designata
Il termine deriva da comu copia, ovvero corno dell’abbondanza.
Nel 1928, allorché fu istituita la provincia di Frosinone, nell’araldica vennero recuperati i simboli della soppressa provincia di Terra di Lavoro, le cornucopie, ed inserite nello stemma.
apre or ora una sezione staccata dagli orti della mente, avente per progetto la trascrizione, sistemazione e catalogazione della memoria di quella parte geografica intesa sino al 1927 come parte della Terra di Lavoro.
Come farlo.....ci dormo sopra e domani se ne parla.